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Stavolta ci siamo scansati noi!

 

La prima cosa che mi viene da dire è che stavolta ci siamo scansati noi! Esiste questa leggenda secondo la quale ci sono alcune squadre “asservite” alla Juventus che quando la incontrano si scansano per lasciargli comodamente i tre punti (pare che Sassuolo ed Atalanta occupino un posto privilegiato in questa classifica), ma ieri sera per lo scarto, ma soprattutto per le modalità con cui si è determinato, la squadra “del prego si accomodi” si chiamava Milan. Naturalmente si tratta di una provocazione. La verità è che la Juventus in Italia è una spanna superiore a tutti (tecnicamente è mentalmente), che anche quando non è in forma ha la capacità di sfruttare le occasioni che gli capitano, ed una volta creato il varco difficilmente si lascia sfuggire l’occasione di batterti ed imporre la sua superiorità. Ieri sera è successo esattamente questo. Per quasi un’ora di partita a regnare è stato l’equilibrio, un equilibrio rotto da un errore di piazzamento dei nostri difendenti su palla inattiva che la Juve ha sfruttato al massimo. Andare sotto con la Juve ci può stare, ma c’era tutto il tempo per tentare il recupero ed, a mio avviso, anche le condizioni (ripeto, la Juve la sua brillantezza l’ha persa da oltre un mese). Ma il Milan dopo il primo gol subito è uscito dal match? Questa risposta non la sapremo mai, perché è chiaro ed evidente che la mazzata alla partita l’hanno data le due papere (in 3 minuti) di Donnarumma, che ha trasformato in gol due innocue azioni dei bianconeri. Il tutto dopo appena 5 minuti dall’aver subito il primo gol. Lì la squadra è uscita dal campo, non dopo il primo gol. Ecco perché non concordo con chi dice che la cosa che fa rabbia è la mancanza di qualsivoglia reazione al primo gol di Benatia, perché tale possibile reazione è stata disinnescata dagli errori madornali del singolo. Il Milan di Doha rimontò lo svantaggio, così come nella gara di Pasqua allo Stadium il Milan di Gattuso ebbe la forza di riequilibrare lo svantaggio; stavolta non ci siamo dati il tempo, ci siamo annientati da soli.

Piuttosto la gara ha detto altre cose. Il Milan ha retto benissimo il confronto nel primo tempo, controllando senza grossi affanni la Juventus. Tuttavia la sensazione che traspare ancora una volta è quella del “vorrei ma non posso”, e cioè quella di non essere in grado di andare e fare male ad un avversario forte e quadrato come la Juventus. Il problema della fase offensiva ormai è diventato annoso, e proprio su questo che bisogna lavorare molto a partire da questa estate. La seconda considerazione riguarda la giovane età della nostra squadra. Siamo estremamente contenti che la società abbia messo in piedi una squadra giovane e forte, una squadra futuribile, un bel gruppo su cui andranno innestati nel tempo quei giocatori che con qualità ed esperienza devono far fare il salto di qualità a questo Milan. Avere una squadra molto giovane (siamo la squadra con l’età media più bassa in Italia) è bello, perché da la sensazione di un respiro a lungo termine del progetto, ma purtroppo ha come controindicazione che in serate come queste e con avversari come la Juve o l’Arsenal è inevitabile che si debba pagare il prezzo di tale giovinezza. Le parole di Gattuso di ieri ne sono una conferma, e tracciano le linee guida del prossimo mercato: pochi innesti ma di esperienza e qualità. E inutile che qualcuno storca il naso per l’arrivo di 3/4 giocatori sulla trentina a rinforzare questa squadra, perché quella è la strada da perseguire se vogliamo tornare a vincere.

Infine una considerazione su Donnarumma. È chiaro ed evidente che in questa stagione il livello medio delle sue prestazioni è calato rispetto allo scorso anno, ed era purtroppo prevedibile e preventivabile visto tutto quello che è successo intorno a lui fuori dal campo a partire dal maggio scorso. Gli errori commessi da Gigio non sono solo ascrivibili alla sua età ed inesperienza, ma ad una forte pressione che gli grava sulle spalle da mesi. Se dobbiamo pensare che debba continuare a giocare nel Milan in futuro e chiaro ed evidente che deve completamente cambiare tutto ciò che gli sta intorno, procuratore compreso, e che si liberi completamente dal punto di vista mentale. Altrimenti è arrivato il momento di sperare che la sua avventura rossonera finisca dopo le due partite che ci separano dalla fine della stagione. A proposito delle ultime due partite, ci arriviamo nelle condizioni peggiori possibili. Ma è necessario reagire da uomini e raggiungere l’obiettivo minimo prefissato: non possiamo buttare all’aria una stagione e soprattutto tutto ciò che di buono è stato fatto dall’arrivo di Gattuso in poi.

 

 

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